I Superfods: scopriamoli!

Bacche di goji, spirulina, matcha, semi di chia… e tutto l’insieme di alimenti che stanno prendendo piede nella nostra alimentazione, che spesso vengono da luoghi lontani del mondo e che l’industria alimentare definisce come: SUPERFOODS!
Un po’ sull’onda del maggior interesse dei consumatori nei riguardi di un’alimentazione sana le industrie alimentari e il marketing degli integratori sembrano aver preso al balzo questo interesse parlando alla popolazione delle spiccate proprietà salutistiche associate a questo o a quell’alimento! Ma se ci pensiamo il solo termine traducibile come “super cibo” lascia forse intendere che la restante parte del cibo che consumiamo non sia altrettanto super?
Mentre l’uso del termine superfood è relativamente recente, in genere inizio del ventesimo secolo, più antico è invece il termine “alimento funzionale” le cui origini ricadono in Giappone intorno agli anni ’80.

Dati alla mano

Lo certifica il Global Survey “Health/Wellness: food as medicine” dell’istituto Nielsen, che ha coinvolto 30 mila persone provenienti da 63 Paesi per fotografare l’evoluzione delle tendenze sulle tavole di tutto il mondo. Gli italiani sono sempre più salutisti e attenti al cibo che consumano. Uno su tre (33%) considera i superfood, tutti quei cibi che garantiscono benefici al corpo, o addirittura li considera come possibili sostituti dei farmaci.
Sono yogurt e noci, però, gli alimenti salutari preferiti dalla maggioranza degli italiani, venendo consumati regolarmente dal 59% e 49% degli intervistati.
La Penisola è prima tra i grandi Paesi europei per il consumo di bacche di Goji – 16% degli intervistati vs meno del 6% in Germania, Gran Bretagna e Spagna.
Sette italiani su dieci (68%) sono convinti che questa bacca possa essere utilizzata a scopo curativo (multivitaminico naturale, sostegno al sistema immunitario, regolazione della glicemia, etc.).
Il secondo superfood ritenuto più salutare è la curcuma, spezia giudicata benefica dal 62% degli italiani.
Il 27% consuma spesso anche un altro tipo di bacca, ovvero il mirtillo.
È significativo sapere che alla domanda: “come intendi variare la tua alimentazione nei prossimi 12 mesi?” il 19% ha risposto che mangerà più superfood!

Definiamoli

In generale, il temine “superfood” si riferisce ad alimenti di origine vegetale il cui contenuto di nutrienti conferisce un beneficio per la salute maggiore rispetto ad altri alimenti. Gia il termine “naturale” sembra rassicurare il consumatore, ed è proprio questo che spesso ci spinge all’acquisto dei “superfood”
L’Oxford English dictionary, ad esempio, descrive come superfood “un alimento ricco di un nutriente considerato particolarmente benefico per la salute e il benessere”, mentre il Merriam-Webster dictionary omette qualsiasi riferimento alla salute e lo definisce come “un alimento super denso di nutrienti, come vitamine, minerali, fibre, antiossidanti e/o fitonutrienti
Tra i superfood riconosciamo: vegetali e frutta (cavolo nero, mirtilli, melograno) bacche e semi (bacche di goji, bacche di acai, semi di chia) e polveri (matcha, spirulina) – e avremo modo di analizzare le varie “categorie” in questo mese!

Per ora facciamo una piccola precisazione. Se è vero che per ogni alimento abbiamo la possibilità di riconoscere una spiccata proprietà salutistica è vero anche che il tutto va effettivamente sostenuto da evidenze scientifiche. Al momento le prove scientifiche per gli effetti salutari di questi alimenti – nonostante siano spesso positivi – mancano o almeno non sono sicure!
Che significa? Certamente i nutrienti in questi alimenti hanno dimostrato avere diverse proprietà che promuovono la salute. Ma le condizioni di laboratorio in cui gli alimenti vengono studiati sono spesso molto diverse dal modo in cui questi stessi alimenti sono normalmente consumati nella vita di tutti i giorni.
Una prima limitazione è sulle quantità “terapeutiche”. Durante lo studio in genere si ha la tendenza ad utilizzare livelli molto alti di nutrienti, questo per stimolare al meglio l’effetto desiderato. Queste quantità però non rispecchiano l’uso in un contesto di una dieta normale. Questo significa che le persone dovrebbero consumarli spesso e in grande quantità per ottenere da questi effetti benefici.
Inoltre molti degli studi presi in considerazione sono su modelli animali come i ratti, oppure in vitro usando gruppi isolati di cellule umane, difficilmente su gruppi di persone. Questi tipi di studi sono utili per dare agli scienziati un’idea delle proprietà salutari e dei meccanismi fisiologici di certi componenti alimentari, ma non c’è garanzia che questi componenti avranno gli stessi effetti nelle persone quando consumati in un contesto di dieta varia.
Studiare gli effetti di un singolo nutriente o alimento necessita sia di studi di intervento (dove i ricercatori manipolano la dieta per determinare l’effetto di un alimento o nutriente) sia studi osservazionali (dove i ricercatori osservano gli effetti delle differenze naturali nelle diete delle persone).
E anche in questo caso risulta davvero difficile isolare e valutare i fattori confondenti e che possano oscurare o influenzare un risultato di una ricerca, forse una delle difficoltà più grandi degli studi che riguardano l’alimentazione.
Un punto finale da considerare quando si guarda agli studi è che molti ricercatori studiano gli alimenti da soli, ma normalmente si parla di combinazioni di alimenti, questo porta lo studio a non riflettere il consumo reale.

Fatte le dovute precisazioni, per alcuni di questi fantomatici “superfood” c’è effettivamente un effetto benefico – e lo vedremo nelle prossime settimane – non solo legato ad una delle loro componenti ma in genere ad un consumo regolare nel tempo.
Considerando però che la maggior parte della popolazione europea non consuma abbastanza porzioni di frutta, verdura e cibi integrali sarà quindi più importante implementare queste ultime – da considerare forse i superfood di più facile reperibilità e a più basso costo!
Questo per dire che una dieta varia e che comprenda tutte le categorie alimentari è in grado di assicurare gia tutti i super nutrienti di cui abbiamo bisogno.
A tal proposito indicare un alimento come rimedio ad ogni male, come fonte di salute e benessere quando lo si mangia, è profondamente sbagliato, concentrarsi su questo o quell’altro alimento porta alla perdita di una visione della dieta nel suo complesso. Non ha senso mangiare le bacche di goji se le aggiungiamo ad uno yogurt carico di zuccheri o all’interno di una barretta “fitness”.
O mangiare kg di mirtilli se poi dopo pranzo ci fumiamo una sigaretta.
Ha senso invece scegliere un superfood per curiosità, per aumentare la variabilità della nostra dieta e perché no, per sperimentare gusti nuovi e arricchire così una dieta già varia e salutare di base!

Fonti:
-Nielsen, Global Survey Health/Wellness: food as medicine, Q3 2016
-Oxford English Dictionary, online edition, entry superfood.
-Van den Driessche, J. J., Plat, J., & Mensink, R. P. (2018). Effects of superfoods on risk factors of metabolic syndrome: a systematic review of human intervention trials. Food & Function, 9(4), 1944–1966. doi:10.1039/c7fo01792h
-EDITORIAL Functional foods. European Journal of Clinical Nutrition (2010) 64, 657–659; doi:10.1038/ejcn.2010.101

Articolo scritto in collaborazione con la
BIOLOGA NUTRIZIONISTA
Dott.ssa Serena Spalvieri
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