Le Polveri Miracolose: Maca, Spirulina, Mesquite e Lucuma!

Come pirati alla ricerca di chissà quale nuovo tesoro spesso ci imbarchiamo anche noi su navi dai dubbi destini sperando che comprando il nuovo alimento “super” si cui tanto si parla possa finalmente risolvere ogni nostro problema o migliorare la qualità della nostra vita!

Siamo davvero pirati così sprovveduti?
Beh se ti sei imbarcato in chissà quali acquisti oggi ti forniamo un piccola bussola parlandoti di Maca, Spirulina, Mesquite e Lucuma!
Mai sentito parlare? Oppure le hai tutte in dispensa?

MACA
Lepidium meyenii, comunemente noto come maca, è un “superfood” commercializzato sotto forma di polvere.
Appartiene alla famiglia dei cavoli ed è da sempre coltivato per le sue proprietà medicinali.
Negli ultimi due decenni, l’interesse e la domanda sono cresciuti in tutto il mondo. Questo per via di una imponente campagna di marketing e così ad oggi, la Maca, è il prodotto di punta del Perù.
Già le antiche popolazioni peruviane sfruttavano la maca in campo medico per migliorare le prestazioni psicofisiche, come rimedio ricostituente e tonificante, oltre che come rimedio per contrastare l’infertilità e per migliorare le prestazioni sessuali.
Oggi queste presunte proprietà sono state esaltate dal marketing rendendo questo “superfood” noto come “Viagra peruviano” e “Ginseng peruviano”.
La Maca viene tradizionalmente preparata in cavità nel terrendo ed è uno degli ingredienti normalmente utilizzati nella preparazione della pachamanca, oppure bollite e mangiate come porridge, mazamorra (una specie di budino di frutta), fermentato in una bevanda dolce, macachicha e le radici cucinate e utilizzate in confetture, cocktail alcolici ed empanadas. Nel 1653, Padre Cobo fu il primo a descrivere le proprietà che potenziano la fertilità della maca. Racconta, difatti, che i guerrieri inca fossero nutriti con maca per migliorare la forza e la capacità di recupero in battaglia.
Tra i composti bioattivi della Maca quelli degni di nota sono: l’imidazolo, gli idantoins e gli alcaloidi della tioidantoina, gli alkamidi e glucosinolati e meienieni – tutti nomi complicati ai molti – a cui in genere sono in realtà associate le proprietà benefiche.
Quelli responsabili del miglioramento della fertilità sono proprio i Glucosinolati. Questi composti bioattivi si trovano in genere in tutte le Brassicaceae (cavoli e verze) e conferiscono il caratteristico aroma pungente e il loro sapore amaro. I prodotti di degradazione dei glucosinolati sono noti per avere un effetto antitumorale. La maca risulta avere un contenuto di glucosinolati 10 volte maggiore rispetto ad altre specie di Brassicaceae come broccoli e cavolfiori, ciononostante il contenuto diminuisce significativamente dopo l’essiccazione e la lavorazione.
Le speranze legate alle proprietà della maca in realtà non sembrano completamente fuorvianti, ma come spesso accade con i superfood l’evidenza scientifica è troppo limitata. Uno dei principali limiti degli studi è che al momento non ci sono informazioni sufficienti per determinare la dose efficace da assumere per raggiungere gli effetti terapeutici desiderati, ne è stata definita la frequenza e durata di somministrazione.
Un altro punto da prendere in considerazione è che normalmente le persone andine consumano in media oltre 100g di maca al giorno, mentre le dosi utilizzate nelle sperimentazioni cliniche sono relativamente molto basse, inoltre mancano dati relativi al tipo di estratto responsabile degli effetti osservati. Ad oggi il consiglio è quello di preferire l’uso di maca intera ma comunque finora, gli studi in vivo e le sperimentazioni cliniche condotte hanno prodotto risultati inconcludenti e per ora, le affermazioni salutistiche sugli effetti della maca, non possono essere pienamente supportate da un punto di vista scientifico risultando necessarie ulteriori ricerche.
Come spesso accade a questo superfood sembrano essere state attribuite proprietà derivanti dalle conoscenze delle popolazioni locali indigene, adattandole ad una crescente esigenza di mercato di proporre sempre nuovi “miracolosi” food piuttosto che supportata da evidenze scientifiche.
L’assunzione di polvere di maca è sempre sconsigliata nelle donne in stato di gravidanza e allattamento, così anche nei soggetti che soffrono di disfunzioni della tiroide, questo perché i tiocianati normalmente contenuti nelle brassicacee possono andare ad interagire (se in gran quantità) con l’assorbimento dello Iodio (importantissimo per le normali funzioni tiroidee).

SPIRULINA
La spirulina è un’alga azzurra (o cianobatterio) da cui si ricava una polvere particolarmente ricca di proteine e vitamine, soprattutto A ed E.
Le sono attribuite numerose proprietà, non sempre verificate, per cui viene utilizzata come antinfiammatorio, per la salute delle ossa e per prevenire l’ipercolesterolemia inoltre la spirulina è ampiamente studiata per le sue proprietà anti-ossidanti, anti-batteriche, anti-virali e immunomodulatorie.
Tra una vasta gamma di sostanze nutritive, le microalghe (in particolare la Spirulina) stanno guadagnando importanze nel campo dell’integrazione grazie alla loro disponibilità, per la rapida crescita, il basso costo e l’alto valore nutritivo.
Il nome Spirulina deriva da una parola latina che significa minuscola spirale. W.H.O lo ha designato come “cibo del futuro” per il suo alto contenuto proteico e la rapida crescita.
Il contenuto proteico della Spirulina varia tra il 60 e il 70% del suo peso secco (contro il 25% del pesce, il 35% della soia e il 14% dei cereali). Contiene anche vitamine (vitamina B-12, beta carotene, vitamina E), varie sostanze minerali (ferro, calcio, fosforo, magnesio e oligoelementi), acidi grassi essenziali (acido gamma-linoleico, acido palmitico, acido linoleico, oleico acido, ecc.), polisaccaridi (ramnosio e glicogeno), glicolipidi e solfolipidi, enzimi (SOD responsabili della estinzione dei radicali liberi) e vari pigmenti come ficocianina, clorofilla, carotenoidi.
La spirulina è uno dei super-alimenti del momento.
Il prodotto – venduto sovente sotto forma di compresse o in polvere – è molto popolare soprattutto come integratore tra i vegetariani, i vegani e non solo. A tal proposito, se sei vegetariano o vegano, è importante sapere che la vitamina B12 presente nella spirulina è nella sua forma inattiva: ciò significa che non è possibile contare su di esse come fonti alimentari utili!
Quindi l’alga spirulina può essere un buon integratore di vitamine e minerali ma non di B12, la cui forma, se presente, è assolutamente non biodisponibile!!!
Per quanto riguarda le false attribuzioni, la lista è lunga. Non ci sono prove che la spirulina aiuti a perdere peso, favorisca la digestione o diminuisca ansia e stress. Piccoli studi, al momento non definitivi perché condotti senza gruppi di controllo e su pochissime persone, sembrano far emergere un lieve effetto benefico sul colesterolo e alcune caratteristiche antiossidanti, ma è presto per esprimersi.
Infine, i rischi: coloro che soffrono già di una predisposizione, così come i soggetti con problemi di fenilchetonuria, dovrebbero limitarne o evitarne l’assunzione. L’Anses precisa che se la spirulina viene consumata a dosi normali (1-20 g / giorno) non presenta problemi e conclude consigliando di acquistarla sempre da fonti controllate e di non pensare che sia un integratore miracoloso.

LUCUMA
Ci spostiamo ancora una volta in Perù, nella regione andina, che rappresenta un’interessante nicchia di biodiversità. Molte sono le colture endemiche in questa regione una di queste l’abbiamo già visionata: la maca (Lepidium meyenii Walp).
Questi frutti sono stati coltivati per secoli dai dalla popolazione locale entrando a far parte della loro dieta quotidiana e medicina tradizionale.

Come spesso accade la trasposizione del marketing dalla medicina tradizionale ha portato ad un aumento della produzione di questi superfood da parte delle popolazioni locali, poco importa se non se ne riscontra effettivamente un’efficacia!

Ad oggi conoscuto come “l’oro degli incas” la lucuma è un frutto subtropicale che appartiene alla famiglia delle Sapotaceae e al genere Pouteria. La composizione chimica e l’attività biologica di questa famiglia è stata esaminata: sono quindi stati riconosciuti come principali costituenti; triterpeni e flavonoidi (noti per il loro potere antiossidante, anti-infiammatorio, antibatterico e antifungino). Questo è quanto, ma se ci pensiamo non si può attribuire ad un cibo l’etichetta di superfood solo perché ha un buon contenuto di fenoli. Gli studi specifici sulla lucuma sono molto limitati e carenziali, se non inesistenti!

Quello che sappiamo è che la lucuma viene descritta come un frutto dal sapore dolce simile al caramello, acero con un retrogusto anche lievemente di zucca. La polpa è ricca di carboidrati, proteina, fibra principalmente nella forma insolubile, b-carotene, vitamine e minerali e il duro seme non commestibile è ricco di acidi grassi polinsaturi (l’olio di semi di Lucuma è apprezzato dall’industria cosmetica viste le sue proprietà di rigenerazione della pelle). La sua caratteristica dolce porta all’utilizzo di questo frutto an come dolcificante dall’industria della panificazione e del latte.

Cercando informazioni valide non si riescono a trovare molto questo probabilmente perché come spesso accade le informazioni sono associate e costruite più su una serie di “dati” e tradizioni. Si prendono un mix di parole random (antiossidante, antinfiammatorio, ipoglicemizzante e si uniscono per deschivere proprietà presunte) ma la scienza e la valenza scientifica è rappresentata da altro.

Per quanto ne sappiamo, non ci sono studi aggiornati che hanno analizzato i principali metaboliti primari e secondari ne studi che ne dimostrino le proprietà funzionali. Né tantomeno si sa quale sia il grado di maturazione o raccolta o lavorazione in cui si riscontrerebbe il maggior numero di molecole antiossidanti.

MESQUITE
La mesquite è una leguminosa (Prosopis glandulosa) che cresce prevalentemente negli Stati Uniti e in Messico settentrionale. Dalla macinazione dei semi, contenuti in un bacello (simile simile a quello dei piselli o della carruba), si ottiene una farina di colore rosso dal potere dolcificante sponsorizzata come dolcificante a basso indice glicemico ideale per: stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, controllo il proprio peso, controllo della fame ed eccellente fonte di fibra solubile, è senza glutine, ed è anche una buona fonte di calcio, ferro, manganese, zinco e potassio.

Tutte queste proprietà vengono attribuite principalmente al suo alto contenuto di galattomannani.

Essendo una gomma (comme la gomma guar per intenderci) ha elevata capacità di legare l’acqua e generare soluzioni viscose che agiscono come buoni agenti emulsionanti, addensanti e stabilizzanti. Questa è anche una delle proprietà che vengono attribuite al controllo della fame e del peso comporeo. A causa delle loro caratteristiche strutturali e della loro non tossicità, i galattomannani sono stati usati per diverse applicazioni come nella produzione di formaggi magri come addensanti.

Come per la lucuma anche per la mesquite non sembrano esserci specifici studi scientifici a supporto delle favolose proprietà, forse perché è entrata da poco nelle nostre case (se ci è entrata) o forse perché come al solito sono più le fantomatiche proprietà funzionali a farla da padrone. Come se il web fosse impazzito in un copia e incolla generale. Pur spendendo molto tempo nella ricerca di pubblicazioni scientifiche ad oggi non si trovano studi (ne in vitro ne in vivo) che ne provino la validità scientifica.

Fonti:
-Shruti Beharry and Michael Heinrich, Is the Hype around the Reproductive Health Claims of Maca (Lepidium meyenii Walp) justified?, Journal of Ethnopharmacology, http://dx.doi.org/10.1016/j.jep.2017.08.003
– https://ilfattoalimentare.it
– Sinha S, Patro N and Patro IK (2018) Maternal Protein Malnutrition:Current and Future Perspectivesof Spirulina Supplementationin Neuroprotection.Front. Neurosci. 12:966.doi: 10.3389/fnins.2018.00966
– Herbert V — Vitamin B-12: plant sources, requirements, and assay — Am J Clin Nutr. 1988 Sep;48(3 Suppl):852-8
– Dagnelie PC, et al. — Vitamin B-12 from algae appears not to be bioavailable — Am J Clin Nutr. 1991 Mar;3(53):988
– Yousefi R, et al. – The effects of Spirulina supplementation on metabolic syndrome components, its liver manifestation and related inflammatory markers: A systematic review – Complement Ther Med. 2019 Feb;42:137-144. doi: 10.1016/j.ctim.2018.11.013. Epub 2018 Nov 12.
– Claudia Fuentealba, et al. – Characterization of main primary and secondary metabolites and in vitro antioxidant and antihyperglycemic properties in the mesocarp of three biotypes of Pouteria lucuma – Food Chemistry 2015 DOI: 10.1016/j.foodchem.2015.05.111

Articolo scritto in collaborazione con la
BIOLOGA NUTRIZIONISTA
Dott.ssa Serena Spalvieri
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